
In qualità di senior leader della mia organizzazione, cerco costantemente opportunità per aiutare tutti i dipendenti a svilupparsi sia professionalmente che personalmente. Nello spirito di una cultura “da buono a ottimo”, un concetto introdotto dall’autore Jim Collins, che, nella mia organizzazione, si basa su quattro pilastri fondamentali: Valore (incluso rapporto qualità-prezzo), Standard (comprese prestazioni eccellenti), Integrazione e Tecnologia – abbiamo adottato un atteggiamento olistico per cercare di migliorare, cercando di creare un ambiente unico dove la diversità e la crescita personale vanno di pari passo con la capacità di fornire rapporti di lavoro rispettosi all’interno della nostra organizzazione e con i nostri cittadini.
Uno dei libri che abbiamo letto qualche anno fa si intitola “Ikigai: Il segreto giapponese per una vita lunga e felice” di Hector Garcia e Francesc Miralles. Ikigai è una parola giapponese che può essere tradotta come “significato della vita” o “ragione di vivere” e rappresenta alcuni principi che, secondo numerosi studi degli ultimi decenni, sono alla base della lunga e felice vita delle persone che vivono ad Okinawa, in Giappone. Okinawa (e la Sardegna in Italia) è il luogo con la più alta concentrazione di centenari nel mondo e attraverso un’indagine approfondita dei suoi abitanti, si è scoperto che le persone che vi abitano procedono e ottengono l’autorealizzazione sulla base della maturità personale, la soddisfazione dei vari desideri, l’amore e felicità, incontri con gli altri e senso del valore della vita. Queste azioni e principi, e in particolare la loro autorealizzazione, che è il risultato dell’applicazione di quei principi, aiutano la gente di Okinawa a vivere con uno scopo, con meno stress e con serena soddisfazione per le cose semplici della vita, specialmente le interazioni semplici ma complete con gli altri, in particolare i loro cari.

Questo concetto è in qualche modo simile a quello introdotto dal Dr. Viktor Frankl nel suo famoso libro “Alla ricerca di un significato della vita”. Nel suo libro, Frankl conclude che il senso della vita si trova in ogni momento di essa; la vita non smette mai di avere un significato, anche nella sofferenza e nella morte. In una sessione di terapia di gruppo durante un digiuno di massa inflitto ai detenuti del campo di concentramento in cui Frankl era prigioniero perche’ cercavano di proteggere un compagno dall’ essere messo morte, Frankl offri’ il pensiero che per tutti coloro che si trovano in condizioni terribili c’è sempre qualcuno che ci guarda e ha un interesse in noi: un amico, un familiare o persino Dio. Questi si aspettano di non essere delusi da noi. Frankl conclude dalla sua esperienza che le reazioni psicologiche di un prigioniero non sono solo il risultato delle condizioni della sua vita, ma anche dalla libertà di scelta che egli ha sempre anche nelle gravi sofferenze. La presa interiore che un prigioniero ha sul suo sé spirituale si basa sull’avere una speranza nel futuro e che una volta che un prigioniero perde quella speranza, muore spiritualmente e spesso anche fisicamente.
“Le cose che amiamo sono come le foglie di un albero, possono cadere in qualsiasi momento quando si alza il vento.” – Marco Aurelio
La filosofia Ikigai, invece, ha una connotazione più positiva. Incoraggia le persone a scoprire l’intersezione, o nucleo, di quattro domande e principi fondamentali: 1) ciò che amiamo (la nostra missione); 2) di cosa ha bisogno il mondo (la nostra vocazione); 3) per cosa possiamo essere pagati (la nostra professione); e 4) in cosa siamo bravi (la nostra passione). Leggendo questo libro, potremmo scoprire che scoprendo la nostra missione, la nostra vera vocazione, la nostra aspirazione professionale e la nostra passione interiore, possiamo finalmente capire il percorso verso una tranquillità che potrebbe essere trasformativa.

Questo libro contiene alcuni consigli pratici e spunti molto interessanti dagli anziani di Okinawa. Ad esempio, c’è molta consapevolezza che si può controllare solo il presente e che preoccuparsi del passato o del futuro deruba il godimento della vita. Queste persone praticano anche la resilienza vivendo il momento in modo che possano superare le battute d’arresto ed essere positivi riguardo alla vita. Per fare questo cercano di vedere la bellezza in ogni cosa.
“Troviamo il nostro ikigai concentrandoci su ciò che è importante, piuttosto che su ciò che è urgente. Tenendo costantemente d’occhio ciò che ci fa sentire bene, siamo in grado di scoprire qual è la nostra passione. ” — Mundo Urano
Gli autori estrapolano quindi una serie di punti che, a loro avviso, rappresentano le parti utilizzabili della filosofia Ikigai, come:
- Sii consapevole e limita lo stress. Lo stress ha un impatto negativo sulla nostra salute e dobbiamo controllarlo. La meditazione, la preghiera e gli esercizi spirituali possono essere ottimi strumenti per gestire lo stress, oltre a vivere il momento ed essere consapevoli mentre svolgi le tue attività quotidiane.
- Sii attivo fisicamente. Questo può essere semplice come andare al lavoro a piedi, se possibile, o dedicare qualche minuto qua e là per fare qualcosa che possa tenerci in movimento.
- Dormi abbastanza, il che è molto importante per aiutare la nostra mente e il nostro corpo a rimanere sotto controllo.
- Mangia sano e prodotti freschi.
- Stabilisci forti legami sociali con la famiglia, gli amici e i vicini. Ad Okinawa, ci sono gruppi che sono stati formati con lo scopo di far trascorrere molto tempo insieme agli anziani incontrandosi regolarmente e sostenendosi a vicenda nei momenti difficili.
- Continua a usare il cervello svolgendo attività mentali impegnative o attività ricreative.
- Immergiti nella natura regolarmente.
Questo libro mi e’ piaciuto molto e sono sicuro che piacera’ anche a voi.. Buona lettura!
adf

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